fbpx
Guide Immobiliari

PIANO B LEASING PRIMA CASA! COME FUNZIONA? (Parte seconda)

LE DETRAZIONI FISCALI
L’utilizzatore può ottenere una detrazione IRPEF del 19% per un massimo di: 8mila euro annui per i canoni periodici mensili; e 20mila euro da calcolarsi invece sul prezzo finale versato a titolo di riscatto.
Per ottenere la detrazione fiscale di cui sopra si richiede che:

a) l’utilizzatore, entro un anno dalla consegna, destini l’immobile ad abitazione principale, trasferendovi cioè residenza e dimora principale;
b) l’utilizzatore non abbia più di 34 anni (la detrazione fiscale per chi ha già compiuto 35 anni, è dimezzata: 4mila euro è la detrazione sui canoni e 10mila euro quella sul riscatto);
c) l’utilizzatore, al momento dell’atto della stipula del contratto di locazione finanziaria, abbia un reddito complessivo non superiore a 55mila euro.

L’applicazione di queste agevolazioni fiscali scatterà dal 1° gennaio 2016 e sarà valida fino al 31 dicembre 2020.
Alla compravendita, effettuata dalla società di leasing o dalla banca, viene poi previsto un aggiuntivo sconto, vale a dire che l’imposta di registro, nel caso in cui l’utilizzatore sia un soggetto “prima casa”, sarà pari all’1,5%. Le imposte ipotecaria e catastale verranno, invece, applicate nella misura fissa di 50 euro ciascuna.
Al momento del riscatto, infine, l’utilizzatore dovrà pagare le normali imposte di registro, ipotecaria e catastale, nella misura stabile di euro 200 ognuna.

NESSUNA AZIONE REVOCATORIA IN CASO DI FALLIMENTO
Nel caso in cui il venditore/società costruttrice dovesse fallire, l’immobile non potrà essere oggetto di revocatoria fallimentare, e quindi l’utilizzatore potrà continuare a viverci senza dover incorrere nelle conseguenze negative derivanti dalla procedura concorsuale.

IL PAGAMENTO DELLA RATA PUO’ ESSERE SOSPESO?
Come per il mutuo, l’utilizzatore che ha difficoltà economiche a pagare la rata, ha la possibilità di richiedere una sospensione nel pagamento del canone in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Se concesso, il diritto alla sospensione del pagamento può essere utilizzato non più di una volta e per un periodo mai superiore a 12 mesi.
Una volta trascorso il periodo di sospensione viene regolarmente ripristinato il pagamento dei corrispettivi periodici dovuti secondo gli importi e seguendo la periodicità inizialmente previste contrattualmente, salvo sia intervenuto un diverso patto fra le parti.
Le uniche eccezioni in cui non viene concessa la sospensione riguardano i casi di:

a) dimissioni del dipendente non causate da un comportamento colpevole dell’azienda;
b) cessazione del lavoro per limiti anagrafici con diritto a pensione di vecchiaia o anzianità;
c) licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo (cioè scaturito da comportamenti gravi o gravissimi da parte del dipendente)

Come per i contratti di mutuo si possono istituire coperture assicurative a garanzia di molteplici eventi.

Alessio Treccarichi

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: